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In Lettonia il villaggio neorurale chic perde l’appeal

Riga. Lascia o raddoppia? -verrebbe da dire. Sino a qualche tempo fa la risposta sarebbe stata scontata, in favore di una crescita generale. Negli ultimi mesi, le drammatiche ripercussioni della crisi sulle fragili economie delle repubbliche baltiche hanno bloccato anche il progetto per l’area di Amatciems, le cui abitazioni erano letteralmente andate a ruba in poche settimane: il raddoppio immaginato è stato per ora accantonato. Il trend rilevato nel panorama urbanistico e architettonico della Lettonia continua però a suscitare perplessità tra gli esperti del settore: sono infatti nati o sono in corso di completamento numerosi insediamenti che, coniugando il carattere tipico dei villaggi rurali con avanzate dotazioni tecnologiche per le abitazioni, tentano di assicurare un curioso mix di comfort e atmosfera. L’esempio più interessante è proprio il progetto Amatciems, edificato dal visionario imprenditore Aivars Zvirbulis nella municipalità di Amata, a circa 100 km da Riga. «Esperimento innovativo della pianificazione dello spazio rurale non solo in Lettonia, ma potenzialmente a livello europeo», l’ha definito la rivista «Latvijas Architektura»: un collage di edifici, aree verdi e attrezzature per lo sport e il tempo libero all’interno di uno scenario che richiama il tipico paesaggio rurale lettone, pensato per chi voglia interrompere la routine urbana o cambiare radicalmente stile di vita. La struttura dell’area è basata su un modulo reticolare che evolve in maniera apparentemente casuale, ricordando la figura del frattale; la curvatura di strade, aree verdi e specchi d’acqua è dinamica ed eterogenea, marcando continue differenze rispetto alle aree circostanti e definendo un paesaggio sempre mutevole, che non lascia intuire dove porterà la prossima curva, che aspetto avrà l’abitazione successiva, quale sarà la natura della vegetazione. Zvirbulis definisce Amatciems un «paradiso», una possibilità di vivere nello scenario della campagna lettone ma allo stesso tempo di beneficiare di tutte le comodità, come la fibra ottica o la vigilanza privata sempre presente. Non si tratta però di un paradiso accessibile a tutti: seppur più economico rispetto alle numerose gated communities che si stanno moltiplicando nei sobborghi di Riga, l’acquisto di un’abitazione rimane oltre le possibilità dei redditi medi; non a caso, la quasi totalità delle abitazioni è di proprietà di famiglie interamente o per metà straniere, che possono contare su introiti superiori. Se vivere all’interno di edifici tecnologicamente avanzati ma collocati al di fuori del caos urbano è un’opzione apprezzata, l’esperimento di Amatciems lascia questioni irrisolte. Resta da vedere, ad esempio, come esso s’integrerà nella municipalità di Amata. I nuovi abitanti sono per la maggior parte pendolari che lavorano nelle città vicine: quale peso essi assumeranno nella realtà politica locale? chi si farà carico del necessario incremento delle dotazioni di servizi pubblici e comunitari? Ulteriori dubbi derivano dall’impatto ambientale dell’intervento, che sarà verosimilmente maggiore rispetto a ciò che le immagini della parte appena completata possano far pensare. Il tentativo di ricreare artificialmente un facsimile del tipico paesaggio rurale autoctono è comunque molto gradito soprattutto dagli stranieri: Amatciems e gli altri esempi continuano a sollevare l’attenzione mediatica, aprendo forse la via per un nuovo modello di sviluppo insediativo.

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Last modified: 18 Luglio 2015